Per approfondire/L’apparizione dell’altro. Lo scarto e l’incontro

L’apparizione dell’altro. Lo scarto e l’incontro” è un libro di Francois Jullien pubblicato da Feltrinelli nel 2020.

Francois Jullien è filosofo e sinologo francese che ha incentrato le proprie riflessioni sul pensiero di Cina ed Europa: un profondo lavoro interculturale che l’ha portato a proporre un dialogo tra culture affrontato non più dal punto di vista della loro identità fantasmatica, ma da quello delle risorse che i loro scarti differenziali (écarts) fanno apparire per promuovere un comune. La filosofia che ne emerge, passando dal pensiero dell’Essere al pensiero dell’Altro, tenta di svincolarsi dalla presa identitaria del concetto che occulta e ottunde la vita per sviluppare una filosofia dell’esistenza in quanto promozione di risorse.

Nel libro Jullien parte dal presupposto che se c’è qualcosa che accomuna tutti i giorni di una vita è la ricerca di qualcosa che manca. Esiste un desiderio, un impulso che ci spinge a riempire una lacuna che fa parte di noi. Quello che la nostra natura ci invita a cercare imbattendoci nell’inquietudine e nell’insoddisfazione di mille vicoli ciechi è l’altro. Non dobbiamo però aspettarci di trovarlo laggiù da qualche parte, come se fosse un fantasma lontano: in questo modo il pensiero si attorciglia su sé stesso e non trova nulla. Cade nell’inganno della lingua, che produce senso creando opposizioni. E l’opposto, spiega François Jullien, “non è più l’altro, in quanto non pone di fronte all’incognito”. L’altro non apparirà in ciò che vediamo come contrario, inerte e immobile davanti a noi. Serve tutta la forza di un pensiero dissidente per aprire un varco in ciò che consideriamo ovvio e familiare. Forse, per liberarci della pretesa ontologica del senso dobbiamo ritornare al vorticoso frammento di Eraclito, vero argine al nostro uso ordinario del linguaggio: “Il divino è giorno notte, inverno estate, sazietà fame”. Il fondamento degli opposti è la loro unità. Con una breccia nella continuità uniforme del giorno, proprio dai momenti più banali può emergere l’inaudito, che nella reciprocità dei contrari ristabilisce la coerenza della vita. Pensare l’altro: non è questo che può far rivivere la filosofia e, soprattutto, darci accesso all’esistenza? 

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