Conferenza stampa di presentazione degli Stati Generali 2021

Nel 2021 tornano gli Stati Generali del Volontariato Bergamasco: un’edizione particolare, che «si rende ancor più necessaria dopo i mesi appena trascorsi che hanno visto il volontariato bergamasco coinvolto nell’affrontare la pandemia di Covid-19», come ha spiegato il presidente del Centro di Servizio per il Volontariato di Bergamo Oscar Bianchi.

Un contributo quello del volontariato che si è rivelato non solo prezioso, ma «fondamentale». La pandemia ha però anche messo in crisi alcuni modelli tradizionali e chiede al volontariato di guardare a quanto accaduto per costruire insieme quello che sarà il volontariato di domani. Per questo CSV Bergamo ha scelto di rilanciare l’iniziativa, sospesa proprio lo scorso marzo a causa dell’emergenza sanitaria, e di rinnovarne la struttura per rimanere “sempre connessi” con i volontari, le associazioni e tutta la cittadinanza bergamasca. «L’iniziativa è stata completamente ripensata alla luce di quello che è accaduto alla nostra terra in questi mesi, per mettere in evidenza il potenziale che il volontariato ha dimostrato di possedere ma anche per trovare insieme delle risposte a quello che sarà chiamato a fare nel prossimo futuroLo vogliamo fare chiamando a raccolta volontari e associazioni, ma anche mettendoci in dialogo con le istituzioni del territorio che hanno un ruolo fondamentale nel sostenere il volontariato e nel rafforzarne il ruolo all’interno delle comunità».

Istituzioni che sono intervenute durante la presentazione degli Stati Generali, dichiarando la propria disponibilità a mettersi in dialogo con il mondo del volontariato.  A partire dalla Provincia, che ha uno sguardo da sempre attento al variegato mondo del volontariato. «La presenza del volontariato nel nostro territorio è sempre stata una risorsa importante e, certamente, in questo periodo in cui l’emergenza Covid ha colpito duramente la nostra provincia non possiamo non riconoscere che la risposta del volontariato ha rappresentato e continua a rappresentare un sostegno straordinario per la comunità bergamasca – ha sottolineato Romina Russo, consigliera provinciale con delega alla Cultura, Pari opportunità, Servizi sociali e Associazionismo -.Solo nella provincia di Bergamo si contano circa 1.000 enti per i quali la Provincia segue l’iscrizione ai registri attuali, seconda solo per numero di enti a Milano.  A tali enti, con la Riforma, si aggiungeranno soggetti di nuove tipologie e dimensioni. La Provincia avrà l’importante compito di far fronte al nuovo scenario. Grazie a tutte le realtà associative e ai volontari che in questi mesi stanno dando il meglio, facendosi portatori di valori come la solidarietà, il senso di appartenenza alla comunità, l’attenzione per l’altro e della condivisione». Ha mandato i suoi saluti anche il presidente della Provincia Gafforelli, che ha sottolineato come il 2021 sarà un anno chiave per il volontariato: «Il 2021 sarà un anno di sfide e di importanti novità per il volontariato, essendo prevista la tanto attesa partenza della Riforma del Terzo Settore che coinvolge un mondo eterogeneo, costellato di enti diversi tra loro per tipologia e per dimensioni, e la Provincia di Bergamo, con il suo Ufficio per la tenuta dei registri delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione sociale, è già impegnata in prima linea in questa partita – ha sottolineato il Presidente della Provincia Gafforelli –.Il mio augurio è di fiducia e di speranza per tutti i soggetti coinvolti nella riforma perché possano cogliere l’occasione per avere un rinnovato inizio».

«Il periodo che stiamo vivendo ha messo in luce tante fragilità umane, esistenziali, familiari, economiche che attraversano il nostro sistema sociale. In questo contesto emerge con altrettanta evidenza la necessità di un’azione corale in grado di attivare tutte le possibili risorse “riparatrici” – ha aggiunto Marcella Messina, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Bergamo -. L’Amministrazione comunale fa la sua parte entrando nelle trame del territorio attraverso la strutturazione di servizi sempre più prossimi, in senso geografico, vicini, in termini di accessibilità, e persino facili, nella volontà di praticare la semplificazione anche attraverso la digitalizzazione. Ma non basta. Abbiamo uno straordinario bisogno del contributo delle persone che vivono la comunità, abbiamo bisogno di intraprese collettive dove il fare insieme trasforma il modo piccolo di ciascuno di noi, in un mondo grande insieme. Il volontariato è la forma più eclatante di questo intraprendere che, coltivando relazioni tra le persone in forme associative, ricuce gli strappi e rafforza le trame del tessuto sociale rendendole resistenti alle solitudini e alle difficoltà. Lo abbiamo visto con l’esperienza di BergamoxBergamo, che in quest’anno così complicato, ha rappresentato una risorsa fondamentale di servizio e una voce di straordinaria vicinanza e umanità».

«Proprio per questo è fondamentale chiamare a raccolta il volontariato nei prossimi mesi, in particolare sul tema della povertà e della fragilità – ha spiegato don Roberto Trussardi, direttore della Caritas Diocesana -. Questo è un mondo che, nonostante la fatica, raccoglie tanti uomini e donne generosi che donano, al tempo stesso, tempo, attenzione e capacità verso una fascia di popolazione caratterizzata dalla vulnerabilità». Sarà proprio la povertà uno dei quattro temi affrontati in questa seconda edizione degli Stati Generali insieme a salute, accoglienza e partecipazione. Intorno a ciascuno di questi temi si svilupperanno percorsi territoriali che coinvolgeranno volontari e associazioni e ognuno si concluderà con un evento finale in cui due personalità riconosciute porteranno le loro riflessioni sulla questione.

Trasversale alle quattro tematiche sarà il percorso di narrazione “Lascio in eredità me stesso alla terra. Fare memoria tra volontariato e patrimonio culturale” realizzato con l’associazione Patrimonio di Storie che sta coinvolgendo una cinquantina di realtà associative di tutta la provincia: sette gruppi, ognuno formato da volontari appartenenti ad altrettante associazioni e riuniti per area tematica intrecciano i propri vissuti a sette luoghi del patrimonio artistico bergamasco. «L’incontro in presenza nei luoghi del patrimonio si sta rivelando generativo ed è vissuto con forte intensità – sottolinea Maria Grazia Panigada, co-fondatrice di Patrimonio di Storie -. È incredibile vedere come lo stare insieme davanti all’arte apra immediatamente spazi di incontro e di condivisione profondi fra persone che provengono da realtà di volontariato diverse: scaturiscono emozioni, riflessioni riguardanti temi centrali quali il volontariato come il dono di sé, il fare memoria per sostenere il passaggio generazionale, il senso di appartenenza ad un territorio». Al termine dei percorsi, le narrazioni e l’esperienza fatta saranno condivise e diffuse perché diventino occasione di riflessione comune.

Gli Stati Generali del Volontariato Bergamasco 2021 si concluderanno il 12 maggio con un incontro finale al quale saranno chiamate ad intervenire le istituzioni locali. Aprirà il dibattito il professor Massimo Recalcati con una lezione sulla parola volontariato, per offrire spunti su quella che dovrebbe essere la strada per costruire il volontariato di domani.

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