Per approfondire/Lacrime di sale

Pietro Bartolo è il medico che per oltre venticinque anni ha accolto i migranti a Lampedusa. Li accoglie, li cura e, soprattutto, li ascolta. Il libro “Lacrime di sale” racconta la sua storia: la storia di un ragazzo mingherlino e timido, cresciuto in una famiglia di pescatori, che si è duramente battuto per cambiare il proprio destino e quello della sua isola. E che, non dimenticando le difficoltà passate, ha deciso di vivere in prima persona quella che è stata definita la più grande emergenza umanitaria del nostro tempo.

Bartolo lascia parlare i fatti, eloquenti di per sé, i quali non hanno bisogno di orpelli retorici, giacché svelano quella che Papa Francesco non ha esitato a definire a Lesbo “la più grande tragedia umanitaria dopo la Seconda guerra mondiale” in tutta la sua scabrosa nudità. “Ho impiegato vent’anni a scrivere il libro; mi sembrava di tradire la fiducia di queste persone, poi ho capito che era necessario far conoscere le storie di chi si è confidato con me. Temevo di far torto a loro, così ho esposto anche la mia vicenda, in modo che siamo alla pari.” Così Pietro Bartolo ha spiegato ciò che lo ha spinto a scrivere questo libro autobiografico, nel quale ci mostra come la sua personale vicenda s’intreccia con quella di tanti sconosciuti venuti da lontano che prontamente scopre fratelli, “figli di uno stesso mare”, e come forse solo in questo collegamento tra uomini, in questo riconosciento di intrecci reciproci possiamo comprendere le ragioni del suo agire e trarne insegamento per la nostra vita.

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